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The slow travel - Story of a choice




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Helena Carlo Tony e Aurora Alba sono in cammino dal 2016. Partiti dalla Lunigiana, in Toscana, hanno camminato fino in Svezia, paese di origine di Helena, perché la loro idea era quella di andare da casa a casa a piedi. Arrivati a Goteborg sono rimasti nelle campagne nei dintorni della città per 8 mesi e poi si sono rimessi in cammino per tornare ad Albiano Magra. Il viaggio di ritorno è durato un anno esatto e dopo una residenza di 10 mesi insieme ai loro cari amici, si sono messi in cammino per raggiungere la Puglia.
Dalle loro parole ho capito cosa si prova a viaggiare a piedi: quando diventa quotidianità il cammino può creare senso e da esso si trae un apprendimento fisico, spaziale e temporale. Ma è anche un apprendimento sentimentale perché giorno dopo giorno, entrano nel tessuto sociale che si modifica da luogo a luogo.
Viaggiare a piedi è la modalità più sostenibile, per loro consiste in spostarsi giornalmente al ritmo dettato dagli asini, senza avere una meta precisa, andando a trovare un posto adatto per Tony e Auora Alba, dove possano avere uno spazio protetto e fieno per la notte. Strada facendo hanno capito che una percorrenza giornaliera di 15 chilometri è ideale perché nessuno dei quattro si stanchi oltre le proprie possibilità e per avere sufficiente tempo da dedicare agli ospiti del giorno. Infatti ogni giorno bussano ad una nuova porta chiedendo ospitalità, non pianificano quasi mai perché molte volte accade che qualcuno li incontri casualmente per la strada e li inviti spontaneamente a recarsi presso la sua abitazione per il pernottamento. In questo modo gli accadimenti diventano opportunità invece che imprevisti e stando a questo ordine di cose pianificare può diventare controproducente. Dopotutto, come loro dichiarano, questo stile di vita non è solo una scelta ma è anche una protesta, è un atto di disobbedienza contro l’organizzazione contemporanea della nostra società, in cui la qualità della vita è subordinata alla produttività ad ogni costo, cosicché le giornate dei singoli individui, anche bambini, sono scandite dall’agenda sempre più zeppa di appuntamenti. La conseguenza è una società in preda alla frenesia che alla lunga causa disagio sociale e patologie psicosomatiche. L’effetto più evidente è la carenza di tempo da dedicare a se stessi e alla cura reciproca fra gli individui e la carenza di riguardo verso il sistema vivente in tutte le sue forme.
La lentezza degli asini, il silenzio con cui “occupano” lo spazio, permette loro di guardare alle cose con occhi diversi, con più empatia. Gli asini insegnano ad indugiare su ogni singola cosa, senza fretta. Per conoscerli bene ci vuole tempo. Attraverso loro si impara a non dare niente per scontato ed a dare valore ai singoli particolari per conoscere meglio quello che ci circonda.


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