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White Hole

White Hole è un’indagine visiva che si muove lungo il sottile confine tra rigore scientifico e speculazione mitologica. Il progetto nasce da un paradosso fondamentale: l’utilizzo del metodo scientifico — solitamente destinato alla prova tangibile — per cartografare ciò che è intrinsecamente invisibile o ipotetico.

Al centro della ricerca non vi è il Pegaso come figura leggendaria, ma come dispositivo di visione. Esso smette di essere un racconto per diventare uno strumento clinico, una lente attraverso cui osservare una "realtà altra" che emette segnali, tracce e materia sotto forma di reperti organici e distorsioni luminose. Attraverso l'uso di microscopia, mappature zenitali e indagini forensi, la fotografia rinuncia alla sua funzione documentaria tradizionale per farsi congettura necessaria.

Le immagini di White Hole agiscono come emissioni di un orizzonte degli eventi invertito: frammenti di un’anatomia impossibile, texture minerali e bagliori improvvisi che suggeriscono un'esistenza già presente, ma finora preclusa per difetto dei nostri strumenti percettivi. In questo spazio di confine tra reperto e visione, l’opera invita lo spettatore a riconsiderare il limite del conoscibile, trasformando l’atto di osservare in un atto di fede verso l’ignoto.

© 2026 by Marika Ramunno - Partita Iva 08326800722

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